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Nella Nebbia il primo mensile gratuito di arte e cultura di Vercelli e provincia.

Vi invitiamo a cercare la nostra rivista, trovarla non sarà difficile, sarà distribuita nei bar, nei locali, musei, stazioni, scuole, nelle sedi della Provincia e del Comune di Vercelli e dintorni, praticamente ovunque. Una volta trovata il primo consiglio che diamo è quello di portarla a casa, collezionarla molti sono i motivi per farlo, partendo dai contenuti chiaramente, dalla grafica, e non dimentichiamo l’agenda completa degli eventi del mese, ogni numero avrà numerose curiosità in esclusiva: fumetti, racconti inediti, poi diciamolo ancora una volta, è GRATIS.

La scelta di essere free-press è nata naturalmente, forse è stata l’unico punto sul quale non abbiamo mai avuto dubbi, perché l’arte è un bene per tutti ed è giusto tirarla fuori dalle nicchie per sbandierarla in piazza. Condividerla, non doverla cercare, ma farsi trovare.

Parlare di arte e di cultura è soltanto un pretesto per esprimere ciò che siamo e le emozioni che ci rendono vivi, un pretesto che ci porta a raccontare di quelle persone che con la propria sensibilità riescono a fotografare, dipingere, disegnare, scolpire, scrivere, filmare, suonare, costruire e persino cucinare i sentimenti che tutti noi, magari anche per una sola volta nella vita, siamo capaci di provare.
Questo è l’artista: il tramite tra l’impalpabile e il tangibile, una persona capace non solo di emozionare, ma di farti vedere cos’è l’emozione anziché spiegarla scientificamente.

Vi invitiamo a partecipare attivamente lasciando commenti e consigli, critiche e pensieri nel nostro blog.

Buona lettura.

Gastone Cecconello

Incontro faccia a faccia con il poliedrico artista dalla fervida curiosità e dalla voglia di sperimentare. L’importante è fare. Creare con le mani ciò che si pensa.

Le scale scendono di un livello. E la porta si apre sulla luce, tante piccole finestrelle, tutte in alto, a filo con il prato esterno. Siamo entrati nella stanza del “creare”: in fondo, di fronte a noi, una tenda viola composta da spesse strisce di plastica. E dall’altra parte il “creato”. L’artista ci da il benvenuto nel suo mondo. Gastone Cecconello ed il suo studio. Già, il creato, ovvero le opere, tante, tantissime. “Ora vi faccio visitare il mio inferno, il mio folle mondo” ed iniziamo la nostra discesa agli inferi del colore e delle forme.

Come un moderno Caronte, Gastone Cecconello ci guiderà nel suo personale girone dantesco. L’artista vercellese inizia a parlare, e noi facciamo fatica a seguirlo, persi nel nostro curiosare. In qualsiasi angolo, quadri: grandi, piccoli, un’icona russa ed un colorato lampadario creato con semplici pastelli. “L’importante per me è il non conformarmi. Se mi fossilizzo su un metodo o su di un soggetto e produco solo quello alla fine il rischio è quello di diventare solo un artigiano”. Uomo eclettico, a tratti incoerente. Continua a leggere

Ombra pericolosa

Un’artista che ha fatto della propria arte la ricerca di ciò che vuole esprimere, studiando e impiegando i materiali più svariati per realizzare un’idea.

Vercelli. Se dovessi presentare un qualsiasi artista emergente, magari neanche tanto capace, avrei poche cose da riportare: un breve curriculum, un paio di mostre fatte, il premio vinto al concorso della Pro Loco, un trafiletto sul giornale locale. Niente di male in tutto ciò, molti personaggi quotati sono passati attraverso queste fasi prima di approdare a lidi migliori. Dover parlare di Carla Crosio è un altro paio di maniche.

È un’artista affermata, rinomata e conosciuta a livello internazionale, della sua produzione si sono occupati critici ed esperti di fama come Gillo Dorfles, Lorella Giudici, Francesco Lodola, Massimo Melotti, Roberto Moroni, Francesco Poli, Marco Rosci, Tommaso Trini Castelli per citarne alcuni. Continua a leggere

Paolo Giordano

Il fisico dall’animo letterario, l’incontro della razionalità con l’emotività delle parole.

Travolgente. Ecco l’aggettivo più giusto per descrivere il successo che sta vivendo in questi mesi Paolo Giordano, lo scrittore Torinese che a 25 anni ha scalato le classifiche di vendita e da settimane è nella top ten dei libri di narrativa italiani più letti con La solitudine dei numeri primi.

Chi l’avrebbe mai detto che un dottore in Fisica Teorica potesse trasformarsi così facilmente in scrittore di successo? Il passo è breve e tutt’altro che azzardato e in molti hanno dovuto ricredersi, visto che col suo primo romanzo Paolo Giordano è riuscito a coniugare il favore del pubblico e quello dei critici più ostici. Basta leggere qualche frase che Corrado Augias, commentatore solitamente poco tenero, ha scritto per Il Venerdì di Repubblica sul libro di Giordano: “Raramente mi era capitato, in tempi recenti, di leggere un romanzo così evidentemente fuori dall’ordinario. Di pretese rivelazioni ce ne sono state parecchie ma nessuna, a mio parere, convincente come questa. “La solitudine dei numeri primi” merita infatti ogni attenzione”. Il giovane Fisico la curiosità sembra proprio averla catturata vista l’enorme quantità di siti e di blog che si occupano di lui e commentano il libro: tanto che Vasco Rossi ha voluto che su XL la recensione del suo ultimo cd fosse affidata a Paolo. Continua a leggere

Dade è prima di tutto musica: basso e chitarra dei crossoveristi Linea 77 e titolare unico, con un piccolo aiuto dagli amici (Caparezza, Samuel dei Subsonica e molti altri), del progetto Anti Anti, caleidoscopio che nel suo esordio di un paio d’anni fa ha macinato musiche diversissime fra loro amalgamandole senza timori reverenziali. Dade però è anche un artista grafico: prima di tutto per i suoi Linea 77, come vuole la tradizione del gruppo torinese. Sorta di città-stato che al di là dell’ovvia e necessaria presenza di strutture esterne (casa discografica, manager, agenzia di concerti) si occupa da sempre in prima persona di mantenere un controllo artistico e attitudinale molto preciso, dai video alle magliette passando, appunto, per ogni singolo aspetto grafico e comunicativo. Continua a leggere

Mario Pistono

Santhià. Quest’anno la Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea «Santhià» compie 45 anni. Artefici di questa longevità sono la Pro Loco santhiatese e il suo presidente, il cavaliere di gran croce Mario Pistono. E dire che incontrarlo nella sua bottega, indaffarato a molare lame di coltello o a estrarre articoli casalinghi introvabili in qualsiasi altro negozio (e tanto meno nei centri commerciali), pare strano.

Viene quasi più voglia di parlare di lui, dell’ordinata confusione del suo piccolo esercizio commerciale (ora gestito dal figlio Fabrizio) aperto a Santhià nel 1935 dal padre Ovidio o della storia delle mura in cui sorge (una chiesa del Seicento abolita nel periodo napoleonico). Un negozio impostato sul genere dei casalinghi ma dove ci si può trovare quasi di tutto, una quantità di articoli vastissima, incredibile rispetto alle sue piccole dimensioni e dove il primo concetto applicato è “non buttare via niente” e il secondo “ricordare dove è stato messo”. Mario Pistono è un personaggio eclettico, diviso tra la passione per l’arte (insieme a Maurizio Corgnati, regista teatrale, e al pittore Gastone Cecconello ha contribuito alla creazione del Macam di Maglione) e quella per il carnevale (a Santhià è lo storico presidente dell’associazione organizzatrice). Continua a leggere

Un giorno a Lucedio

L'abbazia di Lucedio

L’abbazia di Santa Maria di Lucedio, un importante patrimonio culturale, traccia indelebile dell’antica magnificenza della zona.

Alle spalle un boschetto che delimita la visuale, tutto intorno a perdita d’occhio risaie allagate, un bel sole in alto, e di fronte un’abbazia cistercense del 1124 si riflette sull’acqua ferma. Questa, per chi ci è stato, è l’icona di Lucedio, la foto che fai pensando di essere stato fortunatissimo nel trovare queste condizioni metereologiche. Poi ne parli e ti accorgi che sei probabilmente l’ultimo fesso in provincia che non c’è mai stato, che i tuoi amici ci andavano di notte perché faceva anche un po’ paura, che il tuo fumetto preferito (Martyn Mystere-Bonelli Editore) ne ha fatto una storia di misteri e fantasmi e che un anno fa è stata restaurata grazie all’intervento provvidenziale di Provincia e Regione.

Allora sono davvero fortunato! Andiamo con ordine, e lo faccio per quelli che come me ne sapevano poco e scoprono questo inestimabile patrimonio: Santa Maria di Lucedio si trova nelle campagne tra Trino e Vercelli, ci si accede comodamente dalla statale delle Grange, in una zona quindi scarsamente popolata, e viene da chiedersi perché proprio lì. Terre d’acque e di paludi che hanno vissuto, nel corso dei secoli, poderose opere di bonifica grazie al sapiente intervento dei monaci cistercensi fondatori dell’abbazia, nata come filiazione del monastero francese di La Fertè. Continua a leggere

L'anfiteatro ritrovato

I resti del monumento protagonisti del piano di riqualificazione dell’area di Vercelli.

Forse non tutti sanno che anche a Vercelli c’è un anfiteatro
Ebbene sì, la città conosciuta dai più per la basilica di Sant’Andrea e (magari solo da alcuni) per i Tesori del Duomo, la Torre dell’Angelo o l’Arcivescovado, ospita anche i resti di un anfiteatro romano. Sì, proprio una di quelle arene ellittiche, in tutto o in parte coperte da velari, in cui i nostri antenati si riunivano, divisi in base alla classe sociale, (sulla cavea il pubblico “comune”, sul podio i dignitari, sul palco i magistrati e sulla tribuna l’imperatore), tranquillamente accomodati sui sedili disposti a coprire l’intera zona, per assistere a spettacoli di caccia, scontri fra gladiatori e battaglie navali. Continua a leggere

Sale cinematografiche in evoluzione

La situazione cinematografica, a Vercelli, a partire da un anno a questa parte è in netto miglioramento e, dopo parecchie stagioni molto critiche, sembra aver raggiunto una solida normalità, non priva di ambiziosi tentativi di sviluppo. Ci sono tre sale nella cerchia cittadina: una appena rinnovata che, da qualche tempo, inserisce nella sua normale programmazione incontri con attori e registi; una piccola, deliziosa, comodissima saletta periferica con proposte culturalmente interessanti e una terza dal profilo un po’ più confuso, sia sul piano architettonico che nella scelta dei prodotti ( ma se qualcuno volesse metterci le mani, potrebbe venirne fuori un gioiello ). C’è stato poi, come in molte altre zone e, per la verità, con un bel po’ di ritardo rispetto alla tendenza nazionale, l’insediamento di una multisala alle porte della città. Meglio tardi che mai, tanto più che lo spazio è assai più gradevole alla vista di molte altre analoghe costruzioni e la collocazione è davvero interessante: strategica per gli spettatori di Novara e della Lomellina, comodissima per i vercellesi che la possono raggiungere con il tempo buono anche in bicicletta ( parola di chi già l’ha fatto ). Le rassegne si susseguono, nelle sale cittadine e nella multisala, nelle serate infrasettimanali di autunno e primavera e dal mese scorso anche in un pomeriggio, mentre per l’estate c’è la ripresa dei film più interessanti della stagione in uno spazio che è tra i più belli che si possano immaginare. In più è arrivato un festival, il VAM, con un taglio tematico molto preciso, il cinema legato all’arte figurativa, e un rapporto molto stretto con l’istituzione e l’evento che hanno segnato la vita della città nel 2008: L’Arca e la prima delle mostre Guggenheim dedicata al surrealismo a cui si è ispirato il percorso nel cinema bunueliano. Continua a leggere

‘Onora il padre e la madre’ VS ‘Non è un paese per vecchi’

Due fratelli che rapinano la gioielleria di mamma e papà… e un tipo che insegue una valigetta di dollari per il deserto americano facendo strage di tutti quelli che incontra… Due storie. Due tragedie. Ma che mondo è mai questo? E’ un mondo che sta collassando su se stesso. Nel primo film «Onora il padre e la madre» di Sydney Lumet è la famiglia a sprofondare nell’inferno, con i suoi affetti. Nel secondo film «Non è un paese per vecchi», capolavoro valso 4 oscar dei fratelli Cohen, a sbriciolarsi è invece l’umanità intera governata dalla follia omicida.

Il primo è un freddo collage metropolitano – ambientato a New York - di pezzi di presente e passato che s’inseguono tra loro svelando poco a poco l’abisso, il secondo, un western contemporaneo – ambientato nel deserto del New Mexico - che accumula brutalità con una linearità sconvolgente.

Che cosa accomuna i due film? Non certo la semplice conquista di un bottino con cui rifarsi una vita sia che esso provenga dalla rapina di una gioielleria o da una partita di droga. Si tratta di qualcosa di più. Sono due storie dove il male finisce per trionfare. Continua a leggere

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