- Il piano ha funzionato bene, Gionny, anzi guarda… Direi benissimo!
- Sono contento! Dai, che è la volta buona! Questa volta svoltiamo, Alex! Me lo sento!
- Passo da te nel pomeriggio e ti racconto come è andata!
- No, no! Sei matto?! Voglio sapere tutto subito! Dov’era la festa?
- Su in collina, il barone ha una villa gigantesca… Ti dico guarda, una roba che neanche a Hollywood! Una villa enorme, con la dependance per la servitù, il parco, il maneggio e la piscina piena di gnocche…
- Nude?
- Sì ma sul tardi. Comunque… Arrivo lì verso le dieci e mollo la macchina al parcheggiatore… Proprio come nei film!
- Aspetta, ci sei andato con la Punto?
- Gionny, secondo te sono così pirla da andarci con la mia macchina? Quelli appena vedono che ho su l’impianto a gas lo capiscono subito che sono un coglione.
- Già.
- Ho noleggiato un Cayenne… I quattrocento euri meglio investiti in vita mia.
- Sei un genio, Alex… Lasciatelo dire.
- Grazie, socio! Ti dicevo… Mollo il Cayenne al pinguino ed entro nella villa del barone, c’era già un sacco di gente… Vedo questa sala, con i camerieri che passano portando agli invitati i vassoi con la roba da bere e da mangiare. All’ingresso del salone mi ferma un tizio…
- Chi?
- Il Generale dei Camerieri… Il maggiordomo. Aveva i gradi, le spalline dorate con le frangette, e tutto il resto… Faccia da scopa nel culo compresa. Mi chiede l’invito.
- Mh…
- Lì mi sono detto: Alex, siamo alla resa dei conti, o la va o la spacca… Allora ho tirato fuori l’invito che abbiamo rubato a Marietto. Il boss lo legge, mi guarda, e mi dice: Benvenuto Dottor Bernardis. E poi mi fa entrare!
- Cacchio! Caaacchio! Lo sapevo, lo sapevo che sarebbe andata bene! Bernardis aveva ragione…
- Eh?
- Ma sì, c’eri anche tu con me e la Linda, eravamo sul divano… Assieme a Marietto, si parlava…
- No, Gionny… Forse ero sul balcone a fumare una sigaretta con Cinelli e Ferrante. Che cosa ti aveva detto Bernardis?
- Le solite stronzate che si dicono quando ti ritrovi dopo anni con i compagni del liceo, no? Che ha fatto i soldi, che è un figo, e bla bla bla, ci ha detto di aver ricevuto l’invito per la festa del compleanno del barone… Però è stato sincero. Ha detto che lo avevano invitato, ma che sicuramente non sapevano nemmeno che faccia avesse.
- Ma dirmele prima queste cose, no?
- Scusami. Comunque è stato in quel momento che mi è sembrata una buona idea fottergli l’invito.
E anche il cellulare, così non aveva più i numeri di telefono per avvisare il barone…
- E’ stato lì che Bernardis ti ha detto che faceva il commerciante di opere d’arte?
- Esatto, perché?
- Ne parliamo tra un attimo… Fatto sta che dopo il controllo dell’invito, entro e inizio a dare un’occhiata in giro… Roba fina, Gionny…
- Immagino!
- Arraffo uno sciampagnino e una tartina… Poi mi raggiunge la moglie del barone…
- La baronessa.
- Bravo. Mi arriva ‘sta tizia, uguale uguale a Moira Orfei. Vestita leopardata, tutta piena di ori e gioielli come la Madonna del Petrolio. Mi fa: Dottor Bernaaardiiiis! Finalmente ci conosciamo!
- E tu?
- Gioco la mia parte… E intrattengo la vecchia. Mi dice che il barone è occupato, sta parlando di affari con un banchiere, e che verrà da me dopo. Intanto mi prende a braccetto e mi presenta agli altri invitati.
- Gente famosa?
- Forse. Questi stronzi si chiamano tutti per nome, e faccio fatica a capire di chi si sta parlando.
- Eh?
- Sì, sì. Quelli ti dicono: Ieri ho sentito Flavio al telefono, era incazzato perché Elisabetta al posto dei piedi ha due ghiaccioli e quando dormono gli congela gli stinchi. Ci ho messo venti minuti per capire che parlavano di Briatore e della Gregoraci.
- Porca miseria!
- Ho conosciuto un sacco di gente, ho scritto per bene tutti i nomi su un quadernino, così poi mi aiuti a capire chi cazzo sono, e se ci possono tornare utili in qualche modo…
- Poi vediamo…
- Dopo un po’, la baronessa del circo mi molla lì con la gente che mi ha presentato… E io cerco di mescolarmi con questa gente qua… Conosco uno simpatico, uno che scrive i discorsi per Walter.
- Walter Veltroni?
- No guarda, scrive quelli per Walter Zenga!
- Eddai, non prendermi per il culo! Già è stata dura rimanere a casa e mandare te a quella festa!
- Eravamo d’accordo Gionny, sù… Lo sai perché ci sono andato io e non tu.
- Non è colpa mia se io sono bruttino e tu hai la faccia da divo dei fotoromanzi.
- Io non ho “la faccia da divo dei fotoromanzi”… Io sono un attore con le palle, Gionny! Quella parte di protagonista per i fotoromanzi era l’unico lavoro pagato che ero riuscito a trovare.
- Alex, senti… Cosa vuoi sentirti dire? Che assomigli a Ben Affleck?
- Io sono uguale a Ben Affleck.
- E io sono Lino Banfi da giovane.
- Ecco. I ricchi sono sempre belli, sbarbati, profumati e a loro agio. Se tu ti metti una di quelle camicie azzurrine che si mettono loro, sembri un benzinaio. Tu sei la mente e io il braccio, Gionny!
Hai fatto bene a mandare me!
- Va bene, va bene… Ma hai rimediato qualcosa o no?
- Aspetta… Che il bello deve ancora venire. Parlo un po’ con ‘sta gente… Bevo Champagne, mangio le tartine… Il caviale fa proprio schifo lo sapevi? Puzza di pescheria. Insomma, faccio finta di essere Bernardis, e recitare la parte del mercante d’arte mi riesce benissimo.
- No, dai! Tu non ne sai niente di arte, Alex! Chissà quante minchiate hai detto…
- Mavà… Ho capito che in quell’ambiente l’unica cosa importante è dare l’idea di saperne. Anche loro non ne sanno un cazzo di arte, ma non lo ammetteranno mai. Devono fare i fighi, capisci?
- Ohssignore…
- Vabbè, ho guardato i quadri che il barone aveva appeso alle pareti, e ho improvvisato… Ho scoperto che l’oroscopo funziona benissimo anche per spiegare i quadri…
- Eh?
- Ma sì… Davanti a un Sironi, sorseggiando Champagne ho detto: Vedete? Con questo quadro è evidente di come si sia liberato dall’insoddisfazione affettiva ed emotiva che lo aveva caratterizzato nell’ultimo periodo. Il messaggio è quello di tenere per noi l’espressione del nostro amore, nuovo o rinnovato che sia, e di concentrarsi nel trovare una silenziosa intimità con chi ci interessa.
- Pazzesco.
- Era il mio oroscopo. Ariete. Un po’ adattato. Pensa che l’avevo letto quella mattina su uno di quei giornali gratis.
- Non ci credo.
- Pendevano dalle mie labbra…. Non lo sapevo, ma nel frattempo era arrivato anche il barone, e sentendomi, si è molto impressionato.
- Che cosa ti ha detto?
- Lì è stato piuttosto complicato, sai?… Te la faccio breve. Marietto aveva promesso al barone di portargli un pezzo per quella sera. E lo scopro quando me lo dice il barone. Mi fa: Allora, Bernardis, quella favolosa opera d’arte che mi aveva promesso?
- No!
- Già… Lì sul momento mi prende il panico, capisci? Non so che cazzo dirgli al barone… E’ uno che non ci gira attorno alle cose. E’ uno deciso. Voleva vedere l’opera che Marietto gli aveva promesso.
- E tu che hai fatto?
- Gli ho detto che ce l’avevo in macchina e sono uscito a prenderla.
- Sei scappato?
- No.
- Alex…
- Eh.
- Che cosa hai fatto, Alex?
- Ho venduto al barone la ruota di scorta del Cayenne.
- Che cosa?!
- Arte moderna. Una scultura esclusiva, il pezzo unico di un artista americano, esposto al Moma.
- Sei pazzo!
- Ventimila euro, Gionny… Diecimila a testa. Sto andando in banca a incassare l’assegno.
Intercettazioni Nella Nebbia #1 – di Diego Cajelli
Ottobre 13, 2008 di nellanebbia
Fantastico!
Secondo me è un metodo che dovremmo usare tutti quando ci troviamo a corto di contante!! Tanto voglio dire, sensi di colpa a sfilare soldi a uno che ne ha da buttare non ne vengono poi molti, e in più lo fai pure contento, il riccone, perchè la ruota minimo finisce sopra il caminetto tipo testa di cervo, e lui gongola perchè è il primo della cricca ad aver scoperto un nuovo geniale artista!