Come è iniziata la tua passione per il collezionismo?
Il background musicale arriva dalla mia famiglia, che mi ha allevato a suon di Beatles e musica anni ‘60, con qualche farcitura deandreiana.
I miei avevano anche qualche disco, non tantissimi, ma abbastanza per iniziare ad ascoltare qualcosa di diverso dalla disco music anni 80 che tanto imperversava in radio negli anni della mia adolescenza. Beh, anche Elio e le storie tese mi piacevano…
Colleziono dischi da quando avevo 15 anni, ho iniziato per scherzo con qualche disco acquistato sulle bancarelle a 1000 lire, poi per corrispondenza tramite il mensile “RARO”, poi ho conosciuto diversi collezionisti-venditori e così è iniziata la mia collezione.
Avrei voluto avere i dischi dei Beatles e dei famosi gruppi anni ‘60, ma per un ragazzo con le mie disponibilità era impossibile, dovevo accontentarmi di qualche 45 beatlesiano sgangherato e dei De André, che allora si trovavano per poche migliaia di lire, in quanto non li voleva nessuno.
E il grosso della mia collezione di Fabrizio De André è stato raccolto in tempi decisamente non sospetti!
Con il passare del tempo i miei interessi musicali si sono ampliati, la curiosità è cresciuta e grazie al lavoro che mi ha permesso di potermi permettere qualche acquisto in più, ho iniziato a collezionare i cantautori, tra cui Tenco, Gaber, Paoli, Lauzi, ma anche Baglioni e Venditti. Di questi artisti oggi ho quasi tutto, sia in 33 che 45 giri.
La collezione dei Beatles stampe italiane è terminata, ora compro solo qualche stampa estera con copertina curiosa o con foto accattivanti.
Devo dire che per permettermi tutti questi dischi sono dovuto scendere a compromessi, nel senso che ho scelto di vendere alcuni pezzi rari, ma non di mio interesse, così da poter reinvestire in oggetti più vicini al mio gusto. Oggi ne ho quasi 9000 e comincio ad avere un serio problema di spazio!
Ma la tua passione è Fabrizio De Andrè…
Certo, la collezione “regina” resta comunque sempre quella di Fabrizio, la prima che ho inziato a 15 anni pensando che fosse semplice… “in fondo sono solo una ventina di 45 giri e 12 o 13 LP”, pensavo… E invece mai scelta fu più sbagliata, o meglio azzeccata, perchè nel corso degli ani ho scoperto che tutti i suoi dischi sono stati ristampati più volte, anche da diverse case discografiche… E un buon collezionista deve averle tutte, no? E allora ecco che oggi ho circa 300 dischi solo di De André e circa 100 di artisti che cantano le sue canzoni.
Quali sono le “chicche” della tua collezione?
Di curiosità ce ne sono tante sulla discografia deandreiana, a partire dai primi 45 giri del 1960-1961 che venivano stampati in piccole tirature, anche 300 o 400 pezzi, quindi oggi sono di difficilissima reperibilità.
Negli anni ho trovato diversi pezzi rari e unici, come ad esempio le lacche originali degli album “Storia di un impiegato” e “La buona novella” che custodisco gelosamente.
Ho anche alcune matrici originali dei primi 45 giri dell’etichetta genovese Karim, quei pezzi di metallo con cui venivano stampati i dischi, tra cui il primo singolo “Nuvole barocche” e il secondo singolo “La Ballata del Michè”.
Del primo album di Fabrizio, del 1966 (etichetta Karim), ne ho 4 copie, una delle quali regalata e dedicata dallo stesso Fabrizio ad un’amica di Luigi Tenco durante una cena a Genova, presenti Fabrizio e la moglie, Puny con Tenco. Molti di questi oggetti ora sono in mostra a Genova a Palazzo Ducale.
Chi è Claudio Sassi
Claudio Sassi, classe 1976, novarese, oltre che dischi, colleziona anche radio ed automobili d’epoca.
Da quando la passione per le auto d’epoca?
Da sempre! La prima automobile sulla quale sono salito è stata una Panhard 24CT grigia del 1966, ero appena nato: tragitto dall’ospedale a casa! Poi è arrivata la Topolino nera del 1949: ricordo di essere andato a vederla a Oleggio con papà quando ero ancora molto piccolo, poi l’abbiamo presa, completata e sistemata insieme. Ho anche un vago ricordo della R8 gialla e della Panhard PL17 gialla quando ancora era nell’orto della cascina, prima di essere restaurata con dedizione e costanza. Poi la 600 azzurra, la spiderina gialla e le altre. Salire su un’auto d’epoca è sempre una emozione unica.
Claudio ha collaborato all’allestimento di numerose mostre, tra cui, nel luglio 2003, quella di foto e dischi rari dedicata a Fabrizio De André a Massarosa (Viareggio) in occasione dell’evento “Ciao, Amico fragile”, poi, nel 2006, la mostra sui Beatles a Sasso Marconi, in occasione della tre giorni organizzata dall’Associazione “Le Nuvole”, alla presenza di Rolando Giambelli e con il concerto-tributo ai Beatles del gruppo novarese “Revolver”.
Nel 2007 mette in mostra parte della sua collezione dei Beatles presso il Cinema Teatro Farnese di Roma con una raccolta di moltissime copertine italiane ed estere di 45 giri, album e poster.
Inoltre, proprio ora, alcuni importanti pezzi della sua collezione di Fabrizio De André sono esposti presso il Palazzo Ducale di Genova, in occasione della commemorazione per i 10 anni dalla scomparsa del cantautore genovese.
Numerosi anche i libri sul tema scritti da Claudio, come “Fabrizio De André in concerto” edito da Giunti. Di che tratta il libro?
“Inizia dalla contestata esibizione alla Bussola del 1975 per arrivare agli spettacoli sempre più sofisticati con le musiche di “Anime salve”. Una ricerca basata sui resoconti “in diretta” di quotidiani e riviste dell’epoca e sulle memorie intense di tanti musicisti che hanno accompagnato De André in scena e di molte persone che lo hanno incontrato, conosciuto, frequentato. Qualche dettaglio è ancora da scoprire, qualche data attende definitiva conferma, ma quello che c’è è un tesoro ricchissimo: date, scalette, storie, aneddoti, locandine, rare memorabilia da collezionista”.
Sassi non ha scritto solo di De Andrè: “Portavo allora un eskimo innocente”, edito nel 2007 da Giunti, tratta di Francesco Guccini, oppure “Gaber. La vita, le canzoni, il teatro”, sempre Giunti, è dedicato al cantautore milanese.
Nel 2006 è poi uscito “Fabrizio De André: discografia illustrata” scritto con Michele Neri e Franco Settimo, Francesco Coniglio Editore.
“Abbiamo lavorato tanto a questo testo, per offrire un libro con la discografia completa di Fabrizio De André. Oltre 240 pagine, con una media di circa 3-4 immagini a pagina: molte rarità (acetati, matrici, dischi rari, dischi stranieri) e una piccola, ma ricca sezione dedicata a coloro che cantano le canzoni di Fabrizio De Andrè. La prefazione è di Riccardo Bertoncelli, mentre gli autori sono persone ampiamente rodate nel collezionismo dei dischi in vinile, e su Fabrizio”.