Agosto, moto mia non ti conosco
Evviva, sono arrivate le vacanze. Undici mesi di durissimo lavoro sono finalmente passati. Siamo stati frullati da dispotici capi dalle origini misteriose, ma c’è chi giura che siano imparentati sia con il Conte Dracula (per il continuo desiderio di sangue), che con il lupo mannaro, e si mormora anche con Giuseppe Stalin, Bush (padre e figlio) e pure Osama Bin Laden. Ogni mattina le nostre radio-sveglie ci hanno destati riportandoci apocalittiche notizie sulla crisi mondiale, dipingendo scenari che sono sicuramente agli antipodi dall’immagine di noi a mollo in una laguna tropicale con un cocktail (con ombrellino) in mano che si è materializzata nella nostra mente nel momento stesso in cui abbiamo riaperto la porta di casa al ritorno dalle vacanze 2008. Abbiamo sfidato la neve (tanta), la nebbia (non quella del titolo), le abbuffate natalizie e gli zamponi di Capodanno, siamo sopravvissuti ai fagioli di carnevale, alle grigliate di Pasquetta ed alle diete che sono state il giusto seguito a tutta quella pappa ed eccoci finalmente pronti per il nostro meritato riposo annuale.
Ma ora il dubbio ci assale. Moto o non moto? Io in moto in ferie ci sono andato solo una volta, in Costa Azzurra, a trovare la mia allora fidanzatina (ora mia moglie) in vacanza con i genitori (ok sono piccolo, egocentrico e un po’ ganassa, ma le similitudini con il nostro Premier finiscono li, lei era già maggiorenne).
Sono arrivato che sembravo Nuvolari, la maschera di fuliggine che mi incorniciava il faccione lasciando pulita solo l’area di pelle coperta dagli occhiali garantiva un fantastico effetto procione. D’altronde il casco “a scodella” si era staccato dal testone e aveva svolazzato appeso al collo dall’uscita del garage, tipo palloncino fuori dalla macchina (di ritorno dalle giostre), e si era riappoggiato ai capelli (allora tanti e lunghi) a St. Tropez. Oltre a questo penso poi che in quell’occasione mi si siano saldate pure tre vertebre lombari (d’altronde il comfort delle Harley non è proprio quello di una poltrona Frau).
In considerazione di questi innegabili svantaggi, degli anni che avanzano e del fatto che le Samsonite rigide di mia moglie non so proprio dove metterle sul Softail, dopo la parentesi francese, ho optato per vacanze con mezzi di trasporto forse più “borghesi”, ma molto più comodi.
Però un po’ di ammirazione ed invidia per il “vacanziero motociclista” la provo sempre (soprattutto quando sono bloccato in coda) e quindi in questo numero vorrei rendere omaggio a questa figura che tra mito e leggenda ci fa compagnia, descrivendo alcuni “tipi” di moto-vacanziero che tutti noi incontreremo sulle affollate e, si spera, assolate strade delle vacanze.
L’uomo dalle chiappe di titanio: solitamente di origine teutonica, guida quasi esclusivamente BMW con chilometraggio di almeno 6 cifre e tiene una media di 1500 chilometri al giorno. E’ già stato ovunque in moto ed in tutte le stagioni. Lo si riconosce per la tuta di pelle (immancabilmente nera) rigorosamente chiusa anche con 76° all’ombra ed in coda per il traghetto. Assolutamente da evitare come compagno di viaggio a meno che non si sia già pianificato un intervento di ernia discale al rientro dalle vacanze o non si sia mai riusciti a combattere la ritenzione idrica.
Il customista selvaggio: parte per le vacanze praticamente senza bagaglio (si mette tutto il “necesaire” addosso vestendosi a strati perché le borse rovinano l’estetica del mezzo). Indossa solo magliette nere per nascondere le macchie (con la puzza è un po’ più difficile) e di tuta antipioggia non se ne parla. Alle prime goccioline sarà quindi inevitabile trasformarsi in “Sponge Bob” ed appesantirsi di circa 70 chili, complice anche il rigoroso regime alimentare seguito per l’intero periodo di riposo a base di salamelle e birra. Solitamente “pascola” sulla riviera veneto/romagnola dove le sue citate magliette (nere) vengono utilizzate nelle ville dei vip ed alla “Baia imperiale” come potenti repellenti per le zanzare (ma anche per tutte le rappresentanti del gentil sesso che non sono avvezze allo sputo ed alla gara di rutti). Gli stivali sono invece stati banditi dal trattato di non proliferazione delle armi di distruzione di massa. Sconsigliato per i membri del Rotary e per chi vuole evitare reumatismi, colesterolo e scabbia.
Il neofita superattrezzato: ha una moto comodissima e superaccessoriata, ideale per sfidare la Patagonia, il deserto del Sahel, le strade della Bretagna o Capo Nord, ma solitamente utilizzata per andare solo a Celle Ligure o al massimo in Versilia. Il suo budget di acquisto nel negozio di moto accessori è pari ad una finanziaria. Cena solo in ristoranti consigliati dalla guida Michelin e gli alberghi in cui dorme hanno più stelle di Hollywood Boulevard. Compagno ideale per chi ha budget limitati (solitamente preso dall’euforia del viaggio paga tutto lui), e per chi non è molto convinto della vacanza in moto. Caldamente consigliato per l’acquisto della moto d’occasione a settembre, quando “comincia a fare freddo”.
Lo smanettone assatanato: parte con le gomme da qualifica e nel micro-bagaglio ha solo le “saponette” di scorta per le ginocchiere della tuta ed la Red-Bull. Come meta sceglie sempre un alberghetto ai piedi di qualche strada in salita con più curve di Jessica Rabbitt. Solitamente come cartoline manda le radiografie dalla “trauma” che lo ha in cura. Da evitare se non si vuole ipotecare la casa per pagare gli autovelox o se si vuole arrivare alla pensione
Il romantico “agè”: solitamente reduce da una storia finita male. Si compra la moto della marca che sognava da giovane (o azzarda l’acquisto dell’originale restaurata), si rifà il guardaroba assumendo come consulente d’immagine Little Tony (che intanto gli da anche un po’ di yogurt) e va in vacanza dove lo portavano i suoi negli anni 60/70, sperando di rivedere la sua vecchia fiamma. Alla visione della pulzella, ormai più simile a Platinette che a Brigitte Bardot e dotata di figli adolescenti cloni di Tupac Shakur, vende la moto e prenota il primo volo per Kiev/Praga o Rio/Cuba a seconda dei gusti. Sconsigliato per chi vuole evitare malattie veneree.
Molti di noi incontreranno alcuni, se non tutti, questi personaggi. Ricordatevi che dànno il meglio al rientro. Sceglieteli quindi come vicini all’autogrill o sul traghetto. Vi racconteranno di imprese eroiche, di medie da Star-Trek, di fughe da poliziotti corrotti di paesi ostili (Grecia, Svizzera ???) e di donne bellissime di cui hanno fatto fatica liberarsi (??????).
Ricordatevi, verosimilmente siete le prime persone con cui parlano da settimane (si sono solo esercitati intonando inni eroici sotto il casco). Siate gentili, e comprensivi, facilmente farete l’affare della vostra vita comprando una moto “nuova” che se mi date retta non userete per andare in ferie. La vostra vita sociale ve ne sarà grata.
Buone vacanze a tutti.
ZANZARE TRA I DENTI – di Paolo Roviera
Agosto 13, 2009 di nellanebbia