
‘corpi’ non è una mostra qualsiasi.
Prima di tutto sono due, perché due, come due le mani, due i piedi, due gli occhi e due le orecchie, sono le sedi che la ospitano a Vercelli, il Museo Borgogna ed il Museo Leone, dal 18 ottobre all’8 novembre.
E poi sono tanti, perché tanti, quattordici, 12 donne e due uomini, molti italiani, ma anche spagnoli, turchi, portoghesi, sono i protagonisti di questa settima edizione targata 2009, di “Vestiti d’Arte”.
Le loro opere, alle quali hanno lavorato tutta l’estate, sono state il frutto di una nuova filosofia del creare, fatta di istinto, ma anche di preparazione e di approfondimento culturale.
Ecco che quindi, prima di arrivare al prodotto finito, le opere che ora creano ‘corpi’, tutti i finalisti sono stati in città nel mese di giugno per un workshop gratuito offerto da Arteinscacco nel corso del quale hanno approfondito vari temi: video di abiti e sfilate dal 2003 al 2008, il doppio workshop, ospitato dal Corso Moda dell’Ipsia di Vercelli, con Tamara Ferioli ed il graffitista 108, il progetto di relazione corporea ‘SOTTILESOTTESOSOTTINTESO’ a cura di Max Bottino al Teatro Barbieri, il ‘cucire’ dal vivo, con Paolo Coppolella, vercellese stilista a Valencia di Retal Reciclaje Creativo, quindi le tecniche di respirazione e di ascolto a cura di Livio Ghisio dell’Officina Teatrale degli Anacoleti.
Fondamentali per la nascita di ‘corpi’, tanto che molti degli abiti hanno radice diretta con alcune delle opere ospitate ed ammirate al Borgogna ed al Leone, sono stati gli incontri con i Musei: un’intera giornata del workshop è stata dedicata a queste strutture, che gli artisti hanno visitato con gli occhi ben aperti sugli spazi e sulle collezioni, grazie alla gentile collaborazione delle Conservatrici Cinzia Lacchia e Anna Rosso, ed alla disponibilità dei loro Presidenti, Francesco Ferraris ed Amedeo Corio. E’ nel corso di quella giornata, il 18 giugno scorso, che hanno avuto modo di ricevere nuove sollecitazioni, sensoriali ed emotive, grazie ai due percorsi nuovi, ‘inventati’ per l’occasione da chi scrive per il team VdA, che hanno spostato il punto di vista dall’opera al fruitore, al suo corpo, ai suoi sensi.
Queste suggestioni, questi percorsi emotivi e sensoriali sono diventati, ora, il “filo” conduttore dell’evento.
Protagonista al Museo Borgogna corpi ideali e corpi reali, il corpo femminile tra religiosità ed eleganza, mentre attenzione ai cinque sensi al Museo Leone con “corpi assenti e corpi presenti”.
Mostre gemelle, dicevamo, da visitare entrambe per assaporare il tutto, nelle quali vengono installati gli abiti realizzati per la sfilata finale, dalla quale uscirà il vincitore di questa edizione. A noi, ora, il piacere di ammirarle, immerse nell’Arte e nella Storia più profonde, immobili e silenti, ma già portatrici di magiche suggestioni.
Durante la giornata di apertura, domenica 18 ottobre, i visitatori di “corpi” avranno modo altresì di approfittare di due momenti di forte valenza culturale: al Museo Leone, a partire dalle 17, Alessio Fiore dell’Università degli Studi di Torino parlerà di ‘Cavalieri fantasma e schiere furiose. Spiriti e demoni all’origine della cavalleria medievale’ mentre al Museo Borgogna ci sarà “l’Arte si fa sentire’, un evento volutamente pensato in totale sinergia con “corpi”: Enrica Morini, storica dell’arte e del costume tra le più note in Italia, parlerà dalle ore 16.00 di “Moderni, futuristi, eccentrici. Gli artisti per la moda del ‘900”. Una domenica da non perdere.

Colophon mostra
Titolo: corpi ideali reali assenti presenti
Luoghi: Museo Borgogna e Museo Leone
A cura di: Elisabetta Dellavalle
Dal 18 ottobre all’8 novembre 2009 (nei normali orari di apertura delle sedi museali e su prenotazione per le scuole)
I FINALISTI di Vestiti d’Arte 2009 sono: Riccardo Attanasio, Napoli – Marilisa Bombonato, Genova – Silvia Cavagna, Bergamo – Regina Degiorgis Jimenez, Barcellona, Spagna – Lucia Elefante, Milano – Carla Esperanza Tommasini, Trento – Matteo Giammarinaro, Vercelli – Clara Luiselli, Bergamo – Camilla Marinoni, Milano – Amina Mauro, Firenze – Milen Nae, Instanbul, Turchia – Veronica Salvini, Brescia – Gloria Sulli, Chieti – Eleonora Torri, Brescia.
Una visita al museo: dallo sguardo sull’Arte all’emozione dell’Anima
di ElisabettaDellavalle
Entrare in un Museo resta ancor oggi una delle esperienze più totalmente appaganti del vivere.
Ti trovi, superata una semplice porta, immerso in una “realtà parallela”, in una dimensione sociale ed umana, del tutto unica ed eccezionale. Integrati urbanisticamente nelle nostre città fin quasi a sparire, ospitati come spesso sono in dimore e palazzi dei centri storici o nelle nuove cattedrali dell’architettura contemporanea, i musei se ne stanno spesso in disparte, muti e silenti, in apparente assenza di tempo e di azione.
Perciò, forse, non affascinano i più, che preferiscono loro altri luoghi di svago, credendoli bui e noiosi.
Per addetti ai lavori.
Niente di più errato. Sono luoghi, i Musei, misteriosi come caverne e mistici come chiese.
Custodi del Tempo e dell’Uomo, raccontano vite che diventano fiabe, rendono tangibile la Memoria, lanciano verso il Futuro.
Silenziosi come le albe d’inverno e profumati di venti e di brezze marine, a volte di polvere ed incensi, ci chiedono approcci sinceri e totali, animi sgombri e cervelli leggeri. Ci chiedono, inoltre, corpi sottili e fluttuanti, quasi di nebbia autunnale, e di ridar forza e coraggio all’istinto ed ai sensi. Superata la mera visione del “guardare” l’opera d’arte, superata l’idea che solo con gli “occhi” ci si appaga del bello, ci si lascia “passare il core”, e quindi innamorare, senza mettere freni, senza opporre confini. Quindi apri la porta ed entra.
Annusa e poi guarda, ascolta e poi sussurra, osserva ed appoggia, lieve, le dita.
Assaggia, magari, e poi ritirati indietro. Voltati a scatto, da un dipinto qualcuno ti osserva, forse sorride. Una statua, forse, ti scruta. Tu fai finta di niente, ma il cuore ti trema.
Quando esci nel sole sei per sempre cambiato, e non poco.