
Dopo anni ho la possibilità di “interrogare” il mio professore di Storia dell’Arte al Liceo Classico, Guido Michelone, ora docente di Storia della Musica Afroamericana all’Università Cattolica di Milano e al Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, nonché di Lettere all’Istituto Cavour di Vercelli. Oltre ad aver pubblicato numerosi libri dedicati alla musica jazz, pop, rock, Michelone collabora con importanti riviste specialistiche quali “Musica Jazz”, “Ritmo”, “Buscadero” e “Veneziamusica”. Il suo ultimo libro Vercelli nel juke-box, edito da White Light, raccoglie ben 152 brevi monografie di musicisti di Vercelli (e provincia) correlate da numerose immagini e da un cd contenente 15 brani inediti, in assoluto primo disco antologico di musica vercellese.
Tu lo definisci una “panoramica” dei musicisti vercellesi degli ultimi dieci/venti anni. Questi ritratti hanno sicuramente comportato una intensa attività di ricerca e raccolta, appartenendo gli artisti ad ogni genere di espressione musicale: classica, jazz, pop, rock e folk. Ci vuoi raccontare come è nata l’idea e come si è sviluppata?
Non sono uno storico, ma collaborando saltuariamente, ormai da vent’anni, con alcune testate locali per il settore cultura, ogni volta che usciva un disco di un musicista vercellese, ne facevo la recensione, sempre che ne valesse la pena. Ma devo dire che tutti gli album che ho ascoltato e di cui ho potuto scrivere, erano di ottimo o buon livello, ragion per cui due anni fa mi son chiesto se non fosse il caso di trattare tutti insieme questi musicisti, spesso più noti fuori Vercelli (magari in tutt’Italia o nel mondo!) che non in città: ho trovato subito l’editore giusto, serio, competente e dopo due anni… il gioco è fatto!!!
Sicuro di non aver dimenticato nessuno?
Difficile a dirsi. Io ci ho messo tutta la mia buona volontà e in due anni di lavorazione ho fatto continue aggiunte, sino all’ultimo momento, per non dimenticare nessuno, tenendo conto che per mia scelta (dovuta anche a relative competenze in quei settori) ho rinunciato a trattare i cantanti lirici, i ballerini, le bande di paese e le orchestrine di liscio. Ma, sul fatto di aver inserito tutti i vercellesi (viventi) che abbiano inciso almeno un disco in vita loro, non credo di essermi allontanato dal vero.
A parte quei musicisti che hanno raggiunto una fama considerevole a livello nazionale ed internazionale, sono riportate monografie di “personaggi” notevoli che, come anche tu sostieni, operano per la città o sostengono le diverse iniziative. Come docente e quindi conoscitore della realtà giovanile, ritieni che tra questi ci siano artisti emergenti che operino con le stesse spinte motivazionali?
Purtroppo constato che tra i giovani emergenti il comportamento non è sempre identico e non è sempre motivato da aspirazioni ideali. Mi spiego: ci sono agli opposti estremi due diversi atteggiamenti, pur con tutte le varie sfumature intermedie. C’è chi fa il musicista per gli altri, per comunicare qualcosa, e chi lo fa per sé stesso, per il proprio egocentrismo e basta. Devo dire che a volta ho trovato boria e ostentazione in tanti giovani presuntuosetti, che non hanno senso del limite o dell’autocritica, mentre certi personaggi di fama internazionale sono invece di una disponibilità serafica. Direi quindi a certi giovani di “guardarsi attorno” e di non credersi i primi della classe, magari prendendo ad esempio la genuina umiltà dei vari Gilardino, Mandarini, Libano, Pollone, Bertallot.
Un giudizio sull’ambiente artistico musicale vercellese?
Molto positivo, alla fine, anche nei riguardi dei presuntuosetti di cui parlavo, perché molti di loro sono bravissimi. La cosa buffa e ridicola (ma anche triste o tragica, a seconda di come la si voglia percepire) è che spesso a Vercelli non ci si rende conto dei talenti che abbiamo a casa nostra. Spero che questo libro, più che a me, porti fortuna ai talenti di cui ho scritto; e che il libro venga usato, quasi come una guida telefonica, da politici e assessori per organizzare iniziative o concerti anche dei nostri artisti locali (e non solo i soliti noti)!
Esiste già un nuovo progetto cui ti dedicherai nei prossimi mesi?
Sto scrivendo. Scrivo sempre: mi piace. Posso dire che a breve uscirà il mio primo volume di poesie dal tiolo già definitivo Quasi dei blues, sottotitolo Poesie civili e incivili 1978-2008. E poi ci sarà un nuovo libro sul film Riso amaro e un mio testo universitario sulla storia del jazz. Poi vorrei anche scrivere un nuovo lungo romanzo, ma il tempo vola. Dovrei isolarmi dal mondo per almeno sei mesi, ma come si fa?